Archivio di ‘Pietro Germi’

Alfredo Giannetti su Pietro Germi

Thursday, February 8th, 2007

Da Pietro Germi. Ritratto di un regista all’antica, a cura di Adriano Apra, Massimo Armenzoni, Patrizia Pistagnesi, Parma, Pratiche, 1989

Germi non ha mai fatto parte di gruppi, di movimenti, i suoi film non sono mai andati sotto nomi, «ismi». Se n’è sempre fregato. Era un uomo schivo, un uomo piuttosto curioso, strano. Non amava i critici e soprattutto non si faceva amare dai critici. Anche nelle sue valutazioni faceva degli errori clamorosi. Io, pur essendo molto legato a lui - professionalmente e anche affettivamente, amichevolmente - non mi faccio scrupolo di indicare quelli che secondo me sono stati i suoi difetti maggiori, soprattutto culturali, soprattutto di dispregio di certi accademismi. Questo, a volte, ti dà una libertà, però sei portato spesso a fare Terrore dell’autodidatta, che scopre l’acqua bollita.
Germi era un artigiano straordinario, non era un creativo, ma il più straordinario esecutore del mondo. Lui assimilava quello che gli si diceva, quello che scrivevi per lui, e lo faceva suo - ma non per modo di dire, né perché lui se ne impossessasse di diritto, di prepotenza, ma perché riusciva a farlo veramente suo. Io mi ricordo - e questo detto da uno sceneggiatore è molto, perché gli sceneggiatori si lamentano sempre che i loro film una volta realizzati sono più brutti - che i suoi film erano sempre più belli delle sceneggiature. E questo è un suo grande merito.

(Segue intervista)
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