Archivio di ‘Politica’

Programma dei corsi LIP a Lugano

Tuesday, September 30th, 2008

Belle notizie, sempre dalla Svizzera, a pochi mesi dalla nascita del progetto LIP ecco il folto programma dei corsi di Informatica popolare al CS()A Il Molino di Lugano.

Per conoscere i prerequisiti necessari e il materiale da portare si possono consultare le schede dei singoli corsi, per conoscere il programma dei corsi in tedesco a Berna vai qui.

Continua a leggere il post, oppure scarica il programma in formato grafico per la stampa da questa pagina.
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Faschismus ist keine Meinung, sondern ein Verbrechen

Friday, September 5th, 2008

E poi mi chiedo se ho davvero il coraggio di emigrare per “soffrire il freddo e non vedere il sole” come se qui non mi si gelasse abbastanza il sangue a vedere i berluschini e gli alemanni…

hack Datenantifa

Allora è uscito un gran bel polverone addirittura nei media mainstream tedeschi: un gruppo internazionale di hackers è entrato in un famoso forum di neonazi, tale blood&honour ed ha copiato tutti i dati… Tutti gli archivi, con ip e informazioni sui frequentatori del forum sono disponibili in archivi seminati per il web, scaricabili, etc. addirittura c’è l’apt-get install p7zip. Stupendo.
Alcuni link per saperne di più…
indymedia tedesca
indymedia svizzera (in italiano)
Rete contro i nazi
cliccando sulla foto si può vedere la notizia su SpiegelTV
Spiegel online
Notizia sul Bild

Pillole a merenda…

Saturday, March 29th, 2008

Damien Hirst - The Stations of the Cross. VIII Jesus Meets the Women of Jerusalem

Quando uno psichiatra, in base a una sua precisa e insindacabile valutazione, della quale comunque si assume la piena responsabilità, decide di somministrare psicofarmici a un paziente, dovrebbe avere bene in mente che essi agiscono a livello dei sintomi e della coscienza: nessuno che sia stato sottoposto a una terapia farmacologica è guarito, solo per effetto delle sostanze psicotrope, da una psicosi, da una nevrosi o da una psicopatia. [...] Di fronte ad un’emergenza o all’impossibilità di intervenire altrimenti si può decidere di tentare di modificare farmacologicamente lo stato psichico di una persona in previsione di comportamenti che possano essere violenti per sé o per gli altri o posti di fronte a una condizione di sofferenza mentale che sembra al momento insostenibile.
Lo psicofarmaco è un rimedio estremo, un contenimento chimico provvisorio, che si è sostituito alla costrizione fisica di una volta, a cui si dovrebbe far ricorso con molta parsimonia. Accade invece che quello che è un intervento cui dovrebbe essere riconosciuto sempre il carattere d’eccezionalità diventa routine quotidiana, quello che è solo un espediente per cercare di attenuare l’aspetto distruttivo di una crisi particolarmente grave, diventa “la cura”. [...] Si consolida l’idea che la malattia sia la conseguenza di un processo organico e degenerativo, geneticamente determinato e come tale incurabile.[...]
Attraverso [una] cura che si rivolge alla dimensione non cosciente e irrazionale, si attiva un pensiero creativo che può portare alla guarigione: ciò avviene nell’ambito di un rapporto tra esseri umani e non certo per l’interazione con una sostanza inanimata.

fonte: Domenico Fargnoli, Oltre la dittatura farmaceutica, in “Left - Avvenimenti”, n. 13, 28 marzo 2008, pp. 74-76.

rovistando nei cassonetti (no differenziata)

Friday, October 26th, 2007

tralasciando ulteriori commenti, un invito alla lettura, forse qualcosa a molt* sfugge…

e noi ci porteremo là dove è il più alto posto per la preparazione del dominio e dove esso è più necessario, e d’inanzi alla integra individualità nostra, che noi non ci dissipammo per gli altri; sostenuti dal Dio nostro, che per noi ci creammo; intatti e immuni, perché il lavoro condannammo; felici, perché le donne conquistammo, vedremo sfasciarsi di per sé, come una cosa putrida, la massa che avrà incarnato la più intensa ed evirante socializzazione.

Mario Morasso, L’egoarchia. Uomini e idee del domani, Torino, Bocca, 1898

Ora se noi borghesi monarchici vogliamo mantenere il nostro posto di classe direttrice, di casta dominante, che possiede e comanda, dobbiamo fare una politica soprattutto nazionale. [...] vorremmo che le classi siano sorpassate per giungere alla patria. Vorremmo essere insoma non degli uomini di partito, non degli uomini di classe, ma degli uomini di nazione e razza. La nostra opera dovrà essere dunque, prima di tutto, distruttrice e negativa. [...] Di fronte all’esistenza gigantesca dei nostri giorni, alla quale l’Italia deve prender parte se non vuol disfarsi, le vite piccole, le vite caduche, le vite effimere, limitate, anguste, scompaiono e debbono scomparire. Rimpiangere i morti, indugiarsi nelle lacrimose effusioni dell’umanitarismo femmineo, arretrare dinanzi alle frasi comuni della vita sacrosanta sarebbe negare la grande vita che pulsa, s’accresce e s’infiamma intorno a noi. [...] Il socialismo è insieme, antiindividuale e antinazionale, e siccome noi vogliamo lo svolgimento delle individualità per condurle alla resurrezzione della patria, così noi siamo in ogni modo, in ogni occasione, in ogni senso contro di lui.

Papini, Prezzolini, Vecchio e nuovo nazionalismo, Milano, Studio editoriale lombardo, 1914 (discorso di Siena, 21 febbraio 1904)

La guerra de’ giorni nostri è senza paragone più estetica dell’antica, perché grandiosa, varia, muove eserciti tanto più grossi su campi tanto più vasti, ha di più il fragore e il fuoco. [...] Non v’è nulla di più mirabile dell’arma moderna dalla rivoltella al cannone, dal cannone alla corazzata, ordigni complicati come il cervello dell’uomo, attivi come il fulmine. Non vi è nulla che meglio raffiguri l’insidia, della torpediniera; nulla che meglio raffiguri il dovere del combattente che va ad un ordine, uccide e muore, del siluto che è lanciato, fa il cammino che deve, porta la distruzione e la morte al punto che deve, distrugge uccide, si rome e sprofonda nel mare. Ha fatto il suo dovere. [...] L’arte deve adornare di bellezza lo spettacolo della guerra moderna.

Corradini, L’Ombra della Vita, Napoli, 1908 (già “Il Regno”, 5 giugno 1904)

3. La letteratura esaltò fino ad oggi l’immobilità pensosa, l’estasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.

9. Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertarii, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.

10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria (sic!)

Marinetti, Fondazione e Manifesto del futurismo, “Le Figaro”, 20 febbraio 1909

Invocare la pace dei popoli, non siginifica essere avveniristi, ma semplicemente castrare le razze e fare una coltura intensiva della viltà. [...] Il futurismo si separa nettamente dalla concezione anarchica. Quest’ultima rinnegando il principio infinito dell’evoluzione umana, arresta il suo slancio parabolico unicamente all’ideale della pace universale e allo stupido pradiso fatto d’abbracci in aperta campagna e di palme agitate. La mèta lontana dell’anarchia, e cioè la dolce affettuosità, sorella della viltà, ci appare come un’immonda cancrena che prepari l’agonia dei popoli. [...] Non avete mai vista un’assemblea di giovani anarchici? non vi può essere spettacolo più scoraggiante. Vi noterete infatti la manìa urgente, immediata di tutte quelle anime rosse, di privarsi subito della loro indipendenza violenta per dare il governo della loro assemblea al più attempato, ossia al più opportunista, al più prudente, insomma a colui che fatalmente interessato a conservare lo stato delle cose, a calmare le violenze, contrariando ogni istinto di avventura, di rischio e di eroismo. Questo nuovo presidente, pur guidando con una apparente equità la discussione generale, la condurrà, docile, all’abbeveratoio del proprio interesse personale.

Marinetti, Guerra sola igiene del mondo, Milano, 1915

L’uomo del volante è diventato oggi l’oggetto di affermazione della forza austera e consapevole.

Mario Viana, La violenza dell’automobile e la forza del volere, in Sciopero generale di agitazione contro la democrazia, Torino, 1910

In questo nostro sforzo di liberazione le suffraggette sono le nostre migliori collaboratrici, poiché quanti più diritti e poteri esse otterranno alla donna, quanto più essa sarà impoverita d’amore, tanto più essa cesserà di essere un focolare di passione sentimentale e di lussuria. - La vita carnale sarà ridotta unicamente alla funzione conservatrice della speci, e ciò sarà tanto di guadagnato per la crescnte statura dell’uomo. Quanto alla pretesa inferiorità della donna, noi pensiamo che se il corpo e lo spirito di questa avessero subìto, attraverso una lunga serie di generazioni, una educazione identica a quella ricevuta dallo spirito e dal corpo dell’uomo sarebbe forse possibile parlare di uguaglianza fra i due sessi. è ben certo nondimeno che nella sua condizione attuale di schiavitù intellettuale ed erotica, la donna, trovandosi in uno stato d’inferiorità assoluta dal punto di vista del carattere e dell’intelligenza non può che essere un mediocre strumento legislativo. Per quanto, appunto, noi difendiamocol massimo fervore il diritto delle suffraggette, pur compiangendo il loro entusiasmo infantile pel misero e ridicolo diritto di voto.

Marinetti, Contro l’amore e il parlamentarismo, Guerra sola igiene del mondo, Milano, 1915 (giugno 1910)

Italia sovrana assoluta - La parola ITALIA deve dominare sulla parola LIBERTÀ
una più grande flotta, un più grande esercito, un popolo orgoglioso di essere italiano, per la Guerra, sola igiene del mondo e per la grandezza dell’Italia [...] Difesa economica e educazione patriottica del proletariato. Politica estera cinica, astuta e aggressiva. Espansionismo coloniale. Liberismo. Irredentismo. Panitalianismo. Primato dell’Italia. Anticlericalismo e antisocialismo. culto del progresso della velocità, dello sport, della forza fisica, del coraggio temerario, dell’eroismo e del pericolo, contro l’ossessione della cultura, l’insegnamento classico, il museo, la biblioteca, i ruderi. [...] Contro la monumentomania e l’ingerenza del Governo in materia d’arte (sic!)

Programma politico futurista (1913) firmato marinetti boccioni carrà russolo

Finalmente è arrivato il giorno dell’ira dopo i lunghi crepuscoli della paura. Finalmente stanno pagando la decima dell’anime per la ripulitura della terra.
Ci voleva, alla fine, un caldo bagno di sangue nero dopo tanti umidicci e tiepidumi di latte materno e di lacrime fraterne. Ci voleva una bella innaffiatura di sangue per l’arsura dell’agosto; e una rossa svinatura per le vendemmie di settembre; e una muraglia di svampate per i freschi di settembre.
E’ finita la siesta della vigliaccheria, della diplomazia, dell’ipocrisia e della pacioseria. I fratelli sono sempre buoni ad ammazzare i fratelli! i civili son pronti a tornar selvaggi, gli uomini non rinnegano le madri belve.
Non si contentano più dell’omicidio al minuto.
Siamo troppi. La guerra è una operazione malthusiana. C’è un di troppo di qua e un di troppo di là che si premono. La guerra rimette in pari le partite. Fa il vuoto perché si respiri meglio. Lascia meno bocche intorno alla stessa tavola. E leva di torno un’infinità di uomini che vivevano perché erano nati; che mangiavano per vivere, che lavoravano per mangiare e maledicevano il lavoro senza il coraggio di rifiutar la vita.
Fra le tante migliaia di carogne abbracciate nella morte e non più diverse che nel colore dei panni, quanti saranno, non dico da piangere, ma da rammentare? Ci metterei la testa che non arrivano ai diti delle mani e dei piedi messi insieme. E codesta perdita, se non fosse anche un guadagno per la memoria, sarebbe a mille doppi compensata dalle tante centinaia di migliaia di antipatici, farabutti, idioti, odiosi, sfruttatori, disutili, bestioni e disgraziati che si son levati dal mondo in maniera spiccia, nobile, eroica e forse, per chi resta, vantaggiosa.
Non si rinfaccino, a uso di perorazione, le lacrime delle mamme. A cosa possono servire le madri, dopo una certa età, se non a piangere? E quando furono ingravidate non piansero: bisogna pagare anche il piacere. E chissà che qualcuna di quelle madri lacrimose non abbia maltrattato e maledetto il figliolo prima che i manifesti lo chiamassero al campo. Lasciamole piangere: dopo aver pianto si sta meglio.
Chi odia l’umanità - e come si può non odiarla anche compiangendola? - si trova in questi tempi nel suo centro di felicità. La guerra, colla sua ferocia, nello stesso tempo giustifica l’odio e lo consola. “Avevo ragione di non stimare gli uomini, e perciò son contento che ne spariscano parecchi”. La guerra, infine, giova all’agricoltura e alla modernità. I campi di battaglia rendono, per molti anni, assai più di prima senz’altra spesa di concio. Che bei cavoli mangeranno i francesi dove s’ammucchiarono i fanti tedeschi e che grasse patate si caveranno in Galizia quest’altro anno!
E il fuoco degli scorridori e il dirutarnento dei mortai fanno piazza pulita fra le vecchie case e le vecchie cose. Quei villaggi sudici che i soldatacci incendiarono saranno rifatti più belli e più igienici. E rimarranno anche troppe cattedrali gotiche e troppe chiese e troppe biblioteche e troppi castelli per gli abbrutimenti e i rapimenti e i rompimenti dei viaggiatori e dei professori. Dopo il passo dei barbari nasce un’arte nuova fra le rovine e ogni guerra di sterminio mette capo a una moda diversa. Ci sarà sempre da fare per tutti se la voglia di creare verrà, come sempre, eccitata e ringagliardita dalla distruzione.
Amiamo la guerra ed assaporiamola da buongustai finché dura. La guerra è spaventosa - e appunto perché spaventosa e tremenda e terribile e distruggitrice - dobbiamo amarla con tutto il nostro cuore di maschi.

Papini, Amiamo la guerra!, “Lacerba”, I ottobre 1914

bene, ora, con tutto il vostro maschio cuore, amate il futurismo.

querelati staminchia

Tuesday, July 17th, 2007

dalle mie parti si rispondeva così come da titolo.

Ricevo e pubblico molto volentieri (tanto per mostrare il modus operandi):


X-Account-Key: account3
Return-Path: <info@comunitarismo.it>
Delivered-To: arums@oziosi.org
Received: (qmail 10365 invoked by uid 600); 16 Jul 2007 22:26:59 -0000
Received: anonymized 127.0.0.1 (HELO 127.0.0.1) (127.0.0.1)
by oziosi.org with SMTP; 16 Jul 2007 22:26:59 -0000
Received: from Sp2Tech ([151.75.155.56]) by ormag.net with MailEnable ESMTP; Tue, 17 Jul 2007 00:26:44 +0200
Message-ID: <010c01c7c7f8$69d6a540$389b4b97@Sp2Tech>

From: “Comunitarismo” <info@comunitarismo.it>

To: <arums at oziosi dot org>

Subject: Rimozione

Date: Tue, 17 Jul 2007 00:26:41 +0200

Organization: Comunitarismo.it

MIME-Version: 1.0
Content-Type: multipart/alternative;
boundary=”—-=_NextPart_000_0109_01C7C809.25A946A0″
X-Priority: 3
X-MSMail-Priority: Normal
X-Mailer: Microsoft Outlook Express 6.00.2900.3138
X-MimeOLE: Produced By Microsoft MimeOLE V6.00.2900.3138
meta content=”MSHTML 6.00.2900.3132″ name=”GENERATOR”


Chiediamo la rimozione di quanto da lei pubblicato al seguente link: http://arums.oziosi.org/babel/?p=41

Oltre ad un contenuto estremamente errato, il testo contiene una serie di affermazioni degne di una querela.

La ringraziamo per l’eventuale rimozione

Redazione Comunitarismo

la mia risposta:

Credo non vi siate nemmeno accorti che non sono io l’autrice <o>, altrimenti non mi spiegherei questa mail minacciosa… Non ritengo di dover rimuovere il dossier di C. Cernigoi pubblicato in versione pdf sul sito de «La Nuova Alabarda» (forse avete letto tutto il post tranne le prime due righe?) per nessuna ragione, se non sotto richiesta dell’autrice stessa, men che meno quando si minacciano le querele (sic!) con un ridicolo “serie di affermazioni”. Ritengo il saggio molto utile e in generale molto ben documentato, forse non ho bisogno dei vostri consigli. Provate piuttosto a contattare l’autrice spiegando (ma documentando) ciò che ritenete sia falso, la fonte alla nota 30 dove appare la vs rivista è www.misteriditalia.it, insomma ne avete di querele da iniziare, auguri.
saluti comunisti (i miei).
arums

e ancora, un commento al post indicato

  1. Anonimo Says:
    […] Chiediamo la rimozione di quanto da lei pubblicato al seguente link: http://arums.oziosi.org/babel/?p=41 […]