Archivio di ‘nuove destre’

Faschismus ist keine Meinung, sondern ein Verbrechen

Friday, September 5th, 2008

E poi mi chiedo se ho davvero il coraggio di emigrare per “soffrire il freddo e non vedere il sole” come se qui non mi si gelasse abbastanza il sangue a vedere i berluschini e gli alemanni…

hack Datenantifa

Allora è uscito un gran bel polverone addirittura nei media mainstream tedeschi: un gruppo internazionale di hackers è entrato in un famoso forum di neonazi, tale blood&honour ed ha copiato tutti i dati… Tutti gli archivi, con ip e informazioni sui frequentatori del forum sono disponibili in archivi seminati per il web, scaricabili, etc. addirittura c’è l’apt-get install p7zip. Stupendo.
Alcuni link per saperne di più…
indymedia tedesca
indymedia svizzera (in italiano)
Rete contro i nazi
cliccando sulla foto si può vedere la notizia su SpiegelTV
Spiegel online
Notizia sul Bild

rovistando nei cassonetti (no differenziata)

Friday, October 26th, 2007

tralasciando ulteriori commenti, un invito alla lettura, forse qualcosa a molt* sfugge…

e noi ci porteremo là dove è il più alto posto per la preparazione del dominio e dove esso è più necessario, e d’inanzi alla integra individualità nostra, che noi non ci dissipammo per gli altri; sostenuti dal Dio nostro, che per noi ci creammo; intatti e immuni, perché il lavoro condannammo; felici, perché le donne conquistammo, vedremo sfasciarsi di per sé, come una cosa putrida, la massa che avrà incarnato la più intensa ed evirante socializzazione.

Mario Morasso, L’egoarchia. Uomini e idee del domani, Torino, Bocca, 1898

Ora se noi borghesi monarchici vogliamo mantenere il nostro posto di classe direttrice, di casta dominante, che possiede e comanda, dobbiamo fare una politica soprattutto nazionale. [...] vorremmo che le classi siano sorpassate per giungere alla patria. Vorremmo essere insoma non degli uomini di partito, non degli uomini di classe, ma degli uomini di nazione e razza. La nostra opera dovrà essere dunque, prima di tutto, distruttrice e negativa. [...] Di fronte all’esistenza gigantesca dei nostri giorni, alla quale l’Italia deve prender parte se non vuol disfarsi, le vite piccole, le vite caduche, le vite effimere, limitate, anguste, scompaiono e debbono scomparire. Rimpiangere i morti, indugiarsi nelle lacrimose effusioni dell’umanitarismo femmineo, arretrare dinanzi alle frasi comuni della vita sacrosanta sarebbe negare la grande vita che pulsa, s’accresce e s’infiamma intorno a noi. [...] Il socialismo è insieme, antiindividuale e antinazionale, e siccome noi vogliamo lo svolgimento delle individualità per condurle alla resurrezzione della patria, così noi siamo in ogni modo, in ogni occasione, in ogni senso contro di lui.

Papini, Prezzolini, Vecchio e nuovo nazionalismo, Milano, Studio editoriale lombardo, 1914 (discorso di Siena, 21 febbraio 1904)

La guerra de’ giorni nostri è senza paragone più estetica dell’antica, perché grandiosa, varia, muove eserciti tanto più grossi su campi tanto più vasti, ha di più il fragore e il fuoco. [...] Non v’è nulla di più mirabile dell’arma moderna dalla rivoltella al cannone, dal cannone alla corazzata, ordigni complicati come il cervello dell’uomo, attivi come il fulmine. Non vi è nulla che meglio raffiguri l’insidia, della torpediniera; nulla che meglio raffiguri il dovere del combattente che va ad un ordine, uccide e muore, del siluto che è lanciato, fa il cammino che deve, porta la distruzione e la morte al punto che deve, distrugge uccide, si rome e sprofonda nel mare. Ha fatto il suo dovere. [...] L’arte deve adornare di bellezza lo spettacolo della guerra moderna.

Corradini, L’Ombra della Vita, Napoli, 1908 (già “Il Regno”, 5 giugno 1904)

3. La letteratura esaltò fino ad oggi l’immobilità pensosa, l’estasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.

9. Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertarii, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.

10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria (sic!)

Marinetti, Fondazione e Manifesto del futurismo, “Le Figaro”, 20 febbraio 1909

Invocare la pace dei popoli, non siginifica essere avveniristi, ma semplicemente castrare le razze e fare una coltura intensiva della viltà. [...] Il futurismo si separa nettamente dalla concezione anarchica. Quest’ultima rinnegando il principio infinito dell’evoluzione umana, arresta il suo slancio parabolico unicamente all’ideale della pace universale e allo stupido pradiso fatto d’abbracci in aperta campagna e di palme agitate. La mèta lontana dell’anarchia, e cioè la dolce affettuosità, sorella della viltà, ci appare come un’immonda cancrena che prepari l’agonia dei popoli. [...] Non avete mai vista un’assemblea di giovani anarchici? non vi può essere spettacolo più scoraggiante. Vi noterete infatti la manìa urgente, immediata di tutte quelle anime rosse, di privarsi subito della loro indipendenza violenta per dare il governo della loro assemblea al più attempato, ossia al più opportunista, al più prudente, insomma a colui che fatalmente interessato a conservare lo stato delle cose, a calmare le violenze, contrariando ogni istinto di avventura, di rischio e di eroismo. Questo nuovo presidente, pur guidando con una apparente equità la discussione generale, la condurrà, docile, all’abbeveratoio del proprio interesse personale.

Marinetti, Guerra sola igiene del mondo, Milano, 1915

L’uomo del volante è diventato oggi l’oggetto di affermazione della forza austera e consapevole.

Mario Viana, La violenza dell’automobile e la forza del volere, in Sciopero generale di agitazione contro la democrazia, Torino, 1910

In questo nostro sforzo di liberazione le suffraggette sono le nostre migliori collaboratrici, poiché quanti più diritti e poteri esse otterranno alla donna, quanto più essa sarà impoverita d’amore, tanto più essa cesserà di essere un focolare di passione sentimentale e di lussuria. - La vita carnale sarà ridotta unicamente alla funzione conservatrice della speci, e ciò sarà tanto di guadagnato per la crescnte statura dell’uomo. Quanto alla pretesa inferiorità della donna, noi pensiamo che se il corpo e lo spirito di questa avessero subìto, attraverso una lunga serie di generazioni, una educazione identica a quella ricevuta dallo spirito e dal corpo dell’uomo sarebbe forse possibile parlare di uguaglianza fra i due sessi. è ben certo nondimeno che nella sua condizione attuale di schiavitù intellettuale ed erotica, la donna, trovandosi in uno stato d’inferiorità assoluta dal punto di vista del carattere e dell’intelligenza non può che essere un mediocre strumento legislativo. Per quanto, appunto, noi difendiamocol massimo fervore il diritto delle suffraggette, pur compiangendo il loro entusiasmo infantile pel misero e ridicolo diritto di voto.

Marinetti, Contro l’amore e il parlamentarismo, Guerra sola igiene del mondo, Milano, 1915 (giugno 1910)

Italia sovrana assoluta - La parola ITALIA deve dominare sulla parola LIBERTÀ
una più grande flotta, un più grande esercito, un popolo orgoglioso di essere italiano, per la Guerra, sola igiene del mondo e per la grandezza dell’Italia [...] Difesa economica e educazione patriottica del proletariato. Politica estera cinica, astuta e aggressiva. Espansionismo coloniale. Liberismo. Irredentismo. Panitalianismo. Primato dell’Italia. Anticlericalismo e antisocialismo. culto del progresso della velocità, dello sport, della forza fisica, del coraggio temerario, dell’eroismo e del pericolo, contro l’ossessione della cultura, l’insegnamento classico, il museo, la biblioteca, i ruderi. [...] Contro la monumentomania e l’ingerenza del Governo in materia d’arte (sic!)

Programma politico futurista (1913) firmato marinetti boccioni carrà russolo

Finalmente è arrivato il giorno dell’ira dopo i lunghi crepuscoli della paura. Finalmente stanno pagando la decima dell’anime per la ripulitura della terra.
Ci voleva, alla fine, un caldo bagno di sangue nero dopo tanti umidicci e tiepidumi di latte materno e di lacrime fraterne. Ci voleva una bella innaffiatura di sangue per l’arsura dell’agosto; e una rossa svinatura per le vendemmie di settembre; e una muraglia di svampate per i freschi di settembre.
E’ finita la siesta della vigliaccheria, della diplomazia, dell’ipocrisia e della pacioseria. I fratelli sono sempre buoni ad ammazzare i fratelli! i civili son pronti a tornar selvaggi, gli uomini non rinnegano le madri belve.
Non si contentano più dell’omicidio al minuto.
Siamo troppi. La guerra è una operazione malthusiana. C’è un di troppo di qua e un di troppo di là che si premono. La guerra rimette in pari le partite. Fa il vuoto perché si respiri meglio. Lascia meno bocche intorno alla stessa tavola. E leva di torno un’infinità di uomini che vivevano perché erano nati; che mangiavano per vivere, che lavoravano per mangiare e maledicevano il lavoro senza il coraggio di rifiutar la vita.
Fra le tante migliaia di carogne abbracciate nella morte e non più diverse che nel colore dei panni, quanti saranno, non dico da piangere, ma da rammentare? Ci metterei la testa che non arrivano ai diti delle mani e dei piedi messi insieme. E codesta perdita, se non fosse anche un guadagno per la memoria, sarebbe a mille doppi compensata dalle tante centinaia di migliaia di antipatici, farabutti, idioti, odiosi, sfruttatori, disutili, bestioni e disgraziati che si son levati dal mondo in maniera spiccia, nobile, eroica e forse, per chi resta, vantaggiosa.
Non si rinfaccino, a uso di perorazione, le lacrime delle mamme. A cosa possono servire le madri, dopo una certa età, se non a piangere? E quando furono ingravidate non piansero: bisogna pagare anche il piacere. E chissà che qualcuna di quelle madri lacrimose non abbia maltrattato e maledetto il figliolo prima che i manifesti lo chiamassero al campo. Lasciamole piangere: dopo aver pianto si sta meglio.
Chi odia l’umanità - e come si può non odiarla anche compiangendola? - si trova in questi tempi nel suo centro di felicità. La guerra, colla sua ferocia, nello stesso tempo giustifica l’odio e lo consola. “Avevo ragione di non stimare gli uomini, e perciò son contento che ne spariscano parecchi”. La guerra, infine, giova all’agricoltura e alla modernità. I campi di battaglia rendono, per molti anni, assai più di prima senz’altra spesa di concio. Che bei cavoli mangeranno i francesi dove s’ammucchiarono i fanti tedeschi e che grasse patate si caveranno in Galizia quest’altro anno!
E il fuoco degli scorridori e il dirutarnento dei mortai fanno piazza pulita fra le vecchie case e le vecchie cose. Quei villaggi sudici che i soldatacci incendiarono saranno rifatti più belli e più igienici. E rimarranno anche troppe cattedrali gotiche e troppe chiese e troppe biblioteche e troppi castelli per gli abbrutimenti e i rapimenti e i rompimenti dei viaggiatori e dei professori. Dopo il passo dei barbari nasce un’arte nuova fra le rovine e ogni guerra di sterminio mette capo a una moda diversa. Ci sarà sempre da fare per tutti se la voglia di creare verrà, come sempre, eccitata e ringagliardita dalla distruzione.
Amiamo la guerra ed assaporiamola da buongustai finché dura. La guerra è spaventosa - e appunto perché spaventosa e tremenda e terribile e distruggitrice - dobbiamo amarla con tutto il nostro cuore di maschi.

Papini, Amiamo la guerra!, “Lacerba”, I ottobre 1914

bene, ora, con tutto il vostro maschio cuore, amate il futurismo.

querelati staminchia

Tuesday, July 17th, 2007

dalle mie parti si rispondeva così come da titolo.

Ricevo e pubblico molto volentieri (tanto per mostrare il modus operandi):


X-Account-Key: account3
Return-Path: <info@comunitarismo.it>
Delivered-To: arums@oziosi.org
Received: (qmail 10365 invoked by uid 600); 16 Jul 2007 22:26:59 -0000
Received: anonymized 127.0.0.1 (HELO 127.0.0.1) (127.0.0.1)
by oziosi.org with SMTP; 16 Jul 2007 22:26:59 -0000
Received: from Sp2Tech ([151.75.155.56]) by ormag.net with MailEnable ESMTP; Tue, 17 Jul 2007 00:26:44 +0200
Message-ID: <010c01c7c7f8$69d6a540$389b4b97@Sp2Tech>

From: “Comunitarismo” <info@comunitarismo.it>

To: <arums at oziosi dot org>

Subject: Rimozione

Date: Tue, 17 Jul 2007 00:26:41 +0200

Organization: Comunitarismo.it

MIME-Version: 1.0
Content-Type: multipart/alternative;
boundary=”—-=_NextPart_000_0109_01C7C809.25A946A0″
X-Priority: 3
X-MSMail-Priority: Normal
X-Mailer: Microsoft Outlook Express 6.00.2900.3138
X-MimeOLE: Produced By Microsoft MimeOLE V6.00.2900.3138
meta content=”MSHTML 6.00.2900.3132″ name=”GENERATOR”


Chiediamo la rimozione di quanto da lei pubblicato al seguente link: http://arums.oziosi.org/babel/?p=41

Oltre ad un contenuto estremamente errato, il testo contiene una serie di affermazioni degne di una querela.

La ringraziamo per l’eventuale rimozione

Redazione Comunitarismo

la mia risposta:

Credo non vi siate nemmeno accorti che non sono io l’autrice <o>, altrimenti non mi spiegherei questa mail minacciosa… Non ritengo di dover rimuovere il dossier di C. Cernigoi pubblicato in versione pdf sul sito de «La Nuova Alabarda» (forse avete letto tutto il post tranne le prime due righe?) per nessuna ragione, se non sotto richiesta dell’autrice stessa, men che meno quando si minacciano le querele (sic!) con un ridicolo “serie di affermazioni”. Ritengo il saggio molto utile e in generale molto ben documentato, forse non ho bisogno dei vostri consigli. Provate piuttosto a contattare l’autrice spiegando (ma documentando) ciò che ritenete sia falso, la fonte alla nota 30 dove appare la vs rivista è www.misteriditalia.it, insomma ne avete di querele da iniziare, auguri.
saluti comunisti (i miei).
arums

e ancora, un commento al post indicato

  1. Anonimo Says:
    […] Chiediamo la rimozione di quanto da lei pubblicato al seguente link: http://arums.oziosi.org/babel/?p=41 […]

Antisemitismo e negazionismo nella pubblicistica della destra radicale italiana

Wednesday, February 28th, 2007

Francesco Germinario, Antisemitismo e negazionismo nella pubblicistica della destra radicale italiana, in «Il presente e la storia», IV n. 47, Giugno 1995, pp. 11-42.

1. Nella seconda metà degli anni Ottanta non si è registrata alcuna ricerca approfondita sul dibattito in atto nella destra radicale italiana. Passata la positiva fiammata d’interesse, culminata col convegno di Cuneo e nella pubblicazione della ricerca di Ferraresi e Revelli[1], una coltre di disinteresse - ad esclusione di qualche sparuto contributo abbastanza ripetitivo[2] - si è distesa su tutta l’area della destra radicale.

Probabilmente il disinteresse degli studiosi è provocato dal fatto che allo stato attuale il radicalismo di destra - pur con qualche eccezione su cui torneremo - è contrassegnato da una scarsa capacità di elaborazione teorico-politica. Rispetto agli anni dei dibattiti sulla strategia metapolitica, sul “gramscismo di destra” o dei convegni nazionali aperti a intellettuali e studiosi di una certa fama[3], pare indubbio che a destra si respira aria di una certa ripetitività, di ritorno ai grandi miti, momenti e figure che hanno contrassegnato la storia della cultura della destra del nostro secolo, dall’interventismo al fascismo sansepolcrista, da Codreanu ed Evola alla Konservative Revolution e al cospirazionismo dei Protocolli degli anziani Savi di Sion. Si tratta indubbiamente di un’aria culturale che contrasta con i proclamati piani revisionisti e innovatori della fine degli anni Settanta.

(more…)

I fascisti noglobal

Monday, February 12th, 2007

FONTE:
http://salgalaluna.clarence.com
30 agosto 2005


Introduzione. L’originaria ambiguità del fascismo

Dalla notte dei tempi i fascisti (old o neo che si voglia) si proclamano “al di là di destra e sinistra“, “eversivi“ e contro il “regime“.
In questo loro atteggiarsi a “rivoluzionari“, i fascisti spesso hanno copiato, manipolato e modellato a loro piacimento, teorie e prassi della sinistra rivoluzionaria ed estrema, riprendendo temi e slogan della parte avversa .
Basti ricorda re che molti dei nomi fascisti e neofascisti non abbiano fatto altro che riprendere nomi della sinistra comunista e rivoluzionaria. Ad esempio il Fronte della Gioventù (organizzazione giovanile del MSI) riprese il nome usato dai giovani comunisti di Eugenio Curiel durante la Resistenza; Ordine Nuovo (organizzazione neofascista fondata da Pino Rauti nel 1956) altro non riprendeva se non il nome del giornale/gruppo politico di Antonio Gramsci e Palmiro Togliatti, primo nucleo del Partito Comunista, oppure, in tempi più recenti, Rinascita (giornale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore) è anche il nome della testata del settimanale culturale del Pci, poi del Pdci.
Il tentativo di “copiare“ e scimmiottare l‘estrema sinistra da parte della destra radicale non si ferma e non si è mai fermato ai nomi, ma comprende i temi e l‘iconografia. I gruppi neofascisti (e ancora oggi tutti i gruppi dell‘estrema destra, comprese frange di Alleanza Nazionale, in particolare i giovani di Azione Giovani) si richiamano all‘antiamericanismo, all‘ecologismo (a partire dagli anni ‘70, poco dopo l‘esplosione dei movimenti verdi ed ecologisti di sinistra), all‘indipendenza della Palestina, dei Paesi Baschi e dell‘Irlanda del nord, perfino al mito di Che Guevara guerrigliero anticapitalista.
Nel caso della Palestina spesso si accompagna la propaganda filo-araba a un forte antisemitismo contro Israele e gli ebrei. Nel caso dell‘Irlanda del Nord si difendono i cattolici dall‘anglicana e secolarizzata Gran Bretagna.
Dopo la caduta del muro molti gruppi neofascisti si sono espressi contro le guerre condott e dagli USA e dalla NATO, in particolare la prima guerra nel golfo (si parlò anche di gruppi di “volontari“ che andarono a combattere dall‘Europa a fianco di Saddam Hussein), la guerra in Jugoslavia e le guerre post-11 settembre (Afghanistan e Iraq).
I tentativi di copiare le tematiche rivoluzionarie dell‘estrema sinistra si sono affiancati, negli anni, a esplicite proposte di costituire “fronte unico“ con la sinistra estrema, per abbattere il sistema.
Questi non sono che gli ultimi episodi di una strategia tentata e ritentata negli anni dalla destra radicale italiana.
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