Dead Women Walking, di Maria G. Di Rienzo, tratto dal sito di Sinistra, ecologia e libertà
14
lug
Dead Women Walking, di Maria G. Di Rienzo, tratto dal sito di Sinistra, ecologia e libertà
Tags: dead women walking, donne, ecologia e libertà, femminicidio, Italia, Maria G. Di Rienzo, maschilismo, omicidio, sinistra, stalking
13
giu
Oggi apro facebook a cui sono iscritta per far pubblicità ad un mio “progetto” e per mantenere sporadici contatti con persone ormai lontane.
Ecco, apro, e in “home” appaiono tutte le news, vale a dire le attività delle persone tra gli amici, roba che raramente guardo, ma oggi è andata così.
E trovo il commento di un profilo che dovrebbe essere di un partito comunista in una sede sull’adriatico, che scrive bello contento che è uscita una recensione ad un libro su marx su famiglia cristiana. Interviene poi l’autore del detto libro, in brodo di giuggiole e ammiccante col recensore, interviene il recensore, una pacchia. Poi finalmente qualcuno gli fa notare qualcosa tipo: “minchia, ma è famiglia cristiana…”
da qui scopriamo che la Resistenza la dobbiamo ai preti.
scopriamo anche che il cattolicesimo è contro il capitalismo (ah cazzo, non l’avevo notato).
scopriamo anche che il papa precedente era mezzo compagno.
scopriamo mille cose, che da comunista, marxista, gramsciana e bla bla bla io non avevo mai capito.
Riporto l’immagine della discussione, ho coperto volti e nomi per evitare la gogna… giusto per darvi un assaggio di com’è l’intellettualismo marxista italiano. e poi ci sorprendiamo ancora di avere tra le palle Andreotti, Berlusconi e banda? lol.
Auguri.

17
feb
A volte ritornano. E vanno a pescare nei cassonnetti, visto che è ciò che più si confà ai tempi. Ahhh i bei vecchi tempi… neh?
Giorni fa ho letto del “Futurismo anarchico” e mi è salita parecchia nausea (al ché penso: si vede che io conosco proprio degli anarchici strani…o chissà?mah!)
Le solite solfe: il primo futurismo era un’altra cosa, il futurismo non è solo marinetti, papini però…
Di seguito riprendo un mini-editoriale di Donatella Coccoli (nuova direttrice di Left) a proposito dell’ideona di allestire nella Capitale una bel festame futurista (ci mancava, vero?). Spero vivamente finisca in stile futurista, altrimenti che ci vanno a fare? In ogni caso sarebbe meglio tener fuori il gentil sesso, non si mai che qualche rigurgito…
Roma sarà presto proiettata, recitano i comunicati stampa dell’assessorato alle Politiche culturali e della comunicazione, “nel dinamismo, nella velocità e nella fantasia creativa di uno dei più straordinari movimenti artistici del Ventesimo secolo”. Dal 20 febbraio infatti inizia Futuroma futurista, una valanga di eventi tra mostre, convegni, spettacoli. Su left abbiamo già parlato di una mostra sul futurismo al Mart di Rovereto e riaffronteremo l’argomento, in tutti i dettagli. Questo è un promemoria. Un “avviso ai naviganti” che nei prossimi giorni saranno messi di fronte al trionfalismo mediatico della celebrazione dell’anniversario del Manifesto del Futurismo. Filippo Tommaso Marinetti lo pubblicò il 20 febbraio 1909 sul giornale francese Le Figaro. Secondo il Comune di Roma, fu “un proclama fondante di un movimento rivoluzionario che avrebbe sovvertito i parametri di gran parte della poetica del Novecento”. Gli eventi in programma servono a rilanciare gli “elementi di attualità e modernità”. Allora ricordiamo cosa scriveva Marinetti: “Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno (…). Non v’è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro (…). Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo – il militarismo, il patriottismo, il gusto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore, e il disprezzo della donna”.
Tanto tempo fa avevo imparato da una di quelle persone che predica molto molto molto bene, ma razzola molto^n male (come il ceto ecclesiastico, no?) una cosa un po’ marxista, semplificando, non giudicare idealisticamente un’opera senza porla nel contesto che l’ha creata (e le biografie degli autori dove le mettiamo?).
Il futurismo di per sé di nuovo non ha creato niente, basta andarsi a guardare i morasso, d’annunzio (e altri che vorrei snocciolarvi qui, ma l’ho studiato troppo tempo fa e ora è notte).
Tags: 1909, d'annunzio, disprezzo, donatella coccoli, donna, futurismo, futurismo anarchico, futuroma, guerra, igiene del mondo, le figaro, left, marinetti, militarismo, morasso, papini, patriottismo, Roma, sessismo, violenza
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