So che chi passa di qui è brava gente. I maschi che passano da questo blog sono brava gente… come faccio a dirlo??? Lo so perché guardo le parole chiave con cui approdate a questo piccolo spazio, i link che seguite, c’è tutto nelle statistiche.
So, dunque, che siete persone a modo. Eppure, lo sapete quanta merda c’è nel mondo? – Ah già, sì, suppongo che conoscendo l’italiano, saprete anche qualcosa dell’Italia! -
Ma forse, se siete maschietti, ve ne accorgete un po’ meno di alcune “piccolezze”…
Vi è mai capitato di essere discriminati, giudicati, osservati, innanzitutto per il vostro sesso?
Vi è mai capitato di essere insultati, di essere aggrediti verbalmente, di aver subito violenza sessuale?
Ecco, non so a quant* di voi è capitato.
So cosa sono per una donna molte di queste cose.
Credo di immaginare dove si vuole arrivare e il punto esatto su cui circola tutta l’esistenza di chi pensa, pronuncia, fa queste cose.
Personalmente il mio approccio alle persone non è quasi mai mediato dall’aspetto fisico (viso, cute o genitali che siano[1]) e molte di queste cose non solo non riuscirò mai a perdonarle, ma nemmeno a trovarci un senso.
Sto leggendo sulla mailing list di femminismo a sud delle disavventure di alcune compagne, che in un modo o in un altro sono state vittime di insulti e minacce in rete. Ecco, mi è capitato anche quello. E capisco la forte frustrazione di non poter rispondere con la stessa moneta (perché non esiste) e vi invito a dare uno sguardo all’ultimo post di femminismo a sud: Il Muro del riso, perché tutte le farneticazioni di questi omuncoli significano, ben definite, tutte le loro repressioni, inadeguatezze, incapacità (intellettive e/o d’argomentazione); un esatto riflesso di quello “che non si possono permettere” nella vita reale (cioè tipo mi viene in mente avere una relazione sana con un altro essere umano…).
[1] Beh… ho detto quasi: certo se mi si parasse davanti Shun Oguri sarebbe un evento eccezionale, ma in fondo il problema non si porrebbe perché sverrei.
